| Grazie infinite ad entrambe! Apprezzo molto e Kai, sono felicissima che ti stia facendo appassionare al pairing! *O* CITAZIONE Chiamami Nikkai, oppure Kai XD è più sbrigativo (: Ok, allora vada per Kai! *-* Siccome ho già pubblicato la quarta (stavolta non MattMello) la pubblico subito anche qui! XD Titolo FanFiction: Times like these Titolo capitolo :I'll be yours Autore: . Bleeding Sky Anime/Manga: Death Note Anime/Manga: Tsugumi Obha, Takeshi Obata Personaggi principali: L, Misa Genere: Introspettivo, romantico Avvertimenti: What if? Rating: Arancione Capitoli: Raccolta di oneshot : 4/? Stato: In prsecuzione Note: Dunque, questa è una raccolta basata su una serie di oneshot scritte ispirandomi a delle Fan Art. A fine storia, sotto spoiler la Fan Art a cui mi sono ispirata. I'll be yours
Come mai L Lawliet per la prima volta nella sua vita si sentiva così attaccato a qualcuno? Lui che, da sempre non aveva mai sentito il bisogno vero e proprio di provare qualcosa nei confronti di una persona, di avere un contatto fisico, di amare. Sì, il più grande detective mai conosciuto aveva imparato a conoscere quel sentimento tanto complesso quanto potente e ci era riuscito solo grazie a lei. Non sapeva dire come e quando aveva cominciato a provare interesse nei suoi confronti, l'unica cosa di cui era consapevole, era il fatto che era attratto alla sua personalità, alla sua ingenuità e alla sua allegria come una calamita. L'aveva già notata in foto e in tv prima di conoscerla di persona; in effetti, chi non conosceva la giovane Misa Amane? Aveva sempre pensato che fisicamente fosse carina e avesse un sorriso splendido e ogni volta, si diceva che non poteva soffermarsi su particolari così superficiali, lui che delle apparenze non se ne curava per niente; ma non riusciva a non dare un giudizio estetico a quella ragazza. Era più forte di lui. Poi, l'aveva conosciuta e guarda caso aveva cominciato a far parte della sua quotidianità: Misa era sospettata secondo Kira e a dirla tutta, questo fatto lo incuriosiva e allo stesso tempo lo impensieriva. Proprio lei doveva essere complice di quell'essere abominevole che giustiziava le persone credendosi un dio? Lei, che con l'aspetto di un angelo e le sue mani di fata uccideva a sangue freddo chiunque si mettesse sulla strada di Kira e quindi anche sulla sua. In ogni caso, perché nonostante questi pensieri sulla sua persona, L riusciva anche a far finta di niente? Non era da lui. Come poteva azzerare la mente a quel modo, trovandosi in sua compagnia? Forse perché in quegli ultimi giorni pareva che Misa non fosse più in possesso della sua vecchia identità? L'aveva tenuta rinchiusa per giorni -allo stesso tempo anche Light Yagami era isolato e tenuto sotto sorveglianza- in una stanza e aveva appurato che le morti continuavano ad avvenire, quindi ella poteva essere considerata innocente. Era a quel punto che il detective aveva ipotizzato che il potere di Kira, fosse stato passato ad altri, dato che prima di isolare i due sospettati tutte le prove che aveva portavano a loro. O meglio, su Light non aveva prove materiali, ma su Amane sì, quindi era chiaro che lei fosse il secondo Kira. Ma aveva dovuto liberarla, accertatosi che il problema non riguardava più lei in quel momento. Dal momento in cui l'aveva fatta uscire dalla stanza, aveva deciso di tenerla comunque sotto sorveglianza, facendola vivere al quartier generale e munendola di un appartamento al suo interno. E l'aveva fatto per due motivi, anche se il secondo di questi andava contro i suoi principi e non c'entrava niente col suo lavoro: voleva averla accanto. E questo, dannazione non era proprio da lui! Lo sapeva perfettamente. Era in quel periodo di convivenza che aveva imparato a conoscerla e, l'ammirazione che provava nei suoi confronti prima di quel momento, accrebbe in maniera smisurata arrivando a trasformarsi in qualcosa di più. Ogni volta che la vedeva, o che ci parlava sentiva crescere dentro di lui il desiderio di toccarla, di abbracciarla, di respirarla... trovando strano tutto ciò, essendo la prima volta che gli succedeva. Avrebbe voluto evitare, ma come poteva? Si era reso conto che quelle sensazioni nuove, non si potevano controllare, dunque dovette farci l'abitudine seppur contro la sua volontà. Non gli piaceva quella situazione, perché lui era sempre stato padrone di se stesso e sentirsi sottomesso a causa di un sentimento lo faceva sentire debole. Secondo L, le cose non potevano andar peggio, ma purtroppo si sa che non è mai così semplice. La situazione andò a complicarsi ulteriormente quando, una sera era rimasto solo con Amane; al quartier generale non c'era nessuno dato che ognuno dei membri della squadra anti-Kira aveva dovuto allontanarsi dalla base per svolgere i propri compiti. Mentre L lavorava al computer, bevendo ogni tanto qualche sorso di caffè iperzuccherato, Misa se ne stava seduta accanto a lui, osservandolo mentre svolgeva i suoi compiti. Gli aveva chiesto se poteva rimanere con lui, dato che non aveva voglia di restare da sola nel suo appartamento e il detective aveva acconsentito. L'aria si era fatta pesante: Ryuzaki, prima d'allora non si era mai ritrovato completamente solo con lei e non aveva mai preso in considerazione che potesse accadere. Si sentiva soffocare, dentro di sé lottava per reprimere il desiderio di accarezzare la sua pelle, ma non era cosa tanto facile. Forse la bramava così tanto perché prima di allora non aveva mai avuto rapporti con una donna e l'istinto si stava facendo sentire? Non seppe rispondere a quell'interrogativo, troppo impegnato a frenare l'impulso di voltarsi e avvicinarsi ulteriormente a lei. "Ryuzaki-kun? Posso farti una domanda?" per fortuna fu lei a spezzare la tensione che si era creata, almeno a quel modo il detective avrebbe avuto un motivo per distrarre la mente. "Dimmi pure." non avrebbe mai pensato che quella domanda sarebbe stata l'inizio di tutto. "Sai, me lo chiedo da tanto. Ma tu hai mai avuto una ragazza?" si era completamente dimenticato di quanto fosse curiosa quella ragazza e accidenti, non poteva fargli un'altra domanda? "Uhm, no. Perché me lo chiedi?" rispose impassibile come sempre, questo però alle apparenze, perché all'interno della sua testa si stava scatenando una tempesta. "COSA?! Vorresti forse dirmi che tu... insomma... non hai mai baciato nessuno?" la situazione stava peggiorando a vista d'occhio e, in quel momento il carattere della ragazza che tanto aveva elogiato, lo stava rovinando. "No Misa. Queste cose non mi sono mai interessate." dopotutto, mentire gli riusciva sempre bene. Ma davvero era riuscito ad ingannarla? "Non ti credo! Non ti credo!" cantilenò, alzandosi dalla sedia e cominciando a saltellare, girando intorno al ragazzo, che la guardava tra il divertito e il perplesso. Nonostante avesse gli occhi puntati su di lei, non fu capace di prevedere le sue mosse, trovandosi improvvisamente le labbra della ragazza incollate alle sue. Fu un bacio veloce, ma ormai il danno era fatto e nonostante la brevità del gesto era troppo tardi per impedire il peggio. "Adesso non venire a dirmi che non ti è piaciuto e che MisaMisa: la ragazza più carina che abbia mai camminato su questa terra, ti è indifferente!" esclamò con le mani sui fianchi e l'espressione ilare. Non riuscì neppure a risponderle, semplicemente l'afferrò per un braccio e l'attirò a sé, ricongiungendosi alla sua bocca, che aveva scoperto morbida e dannatamente appetitosa -molto più delle torte che Watari gli preparava. Stavolta il bacio durò a lungo, scatenando in Ryuzaki mille sensazioni diverse, che pian piano lo portavano a desiderarla sempre di più. La fece adagiare sulle sue ginocchia, mentre al contempo faceva scorrere le dita sulla sua pelle liscissima, desiderio che aveva avuto da sempre. Improvvisamente gli giunse un pensiero: Misa era la fidanzata di Light e questo non era giusto nei confronti di entrambi, ma lo cancellò dalla mente, pensando che in quel momento niente gli importava e cavolo, per una volta voleva sentirsi egoista. Quando gli sarebbe ricapitata l'occasione che aspettava da tempo? E poi, le emozioni che in quel momento provava, avrebbero sovrastato qualunque cosa. Quindi, per una volta nella sua vita avrebbe pensato solo ed esclusivamente a se stesso. E poi, il suo istinto -che mai aveva sbagliato sino ad allora- gli diceva che Misa sarebbe stata contraria ad interrompere quella situazione. Lentamente, senza staccarsi dalla bocca di lei, portò una mano al cravattino posto sulla camicia della divisa scolastica che portava quel giorno e lo sciolse, cominciando poi a sbottonare la canotta, che ben presto liberò i seni di lei. Misa gemette quando le fredde mani del detective si posarono sul suo petto; dentro di lei, il desiderio di approfondire il contatto diventava sempre maggiore. Non avrebbe mai voluto tradire Light, ma quel che sentiva per L era qualcosa di maggiore, accompagnato da una sorta di curiosità nei suoi confronti. Il mistero che avvolgeva Ryuzaki l'aveva sempre attratta e, anche se aveva preferito nasconderlo perfino a se stessa, il desiderio di avere un contatto fisico con lui ce l'aveva da sempre. Neppure con Light Yagami si era sentita così trasportata dalla passione, che L aveva risvegliato in lei. Istintivamente gli afferrò con delicatezza la testa, accarezzandogli al contempo i capelli e guidandolo lentamente ai suoi seni, desiderosa di sentire la sua bocca su di lei. Ogni istante che passava, la poltrona che accoglieva i loro corpi stava cominciando a diventare troppo stretta per loro, così si spostarono sul pavimento, foderato dalla moquette. I gemiti riempirono il silenzio che si era creato attorno a loro; un luogo che in quel momento apparteneva solo a Misa e Ryuzaki, simbolo di gesti significativi, carichi di passione e sentimento. Ogni minuto che passava, entrambi desideravano di più e presto arrivarono fino in fondo, giungendo all'apice del piacere. Rimasero poi a lungo sdraiati sulla moquette, lasciandosi trasportare dalle sensazione che li avvolgevano. Ryuzaki teneva la testa appoggiata sul petto di Misa, che dolcemente gli accarezzava i capelli, che aveva scoperto fossero morbidi, al contrario delle apparenze. Nessuno dei due aveva ancora proferito parola; neppure nel momento in cui decisero di rivestirsi -preoccupati dal fatto che qualcuno avrebbe potuto fare il suo ingresso nella stanza- non si dissero niente. Ritornarono nelle stesse posizioni in cui erano un'ora prima, seduti l'uno di fianco all'altra davanti al computer e finalmente qualcuno di decise a spezzare il silenzio. "Sai MisaMisa, credo tu avessi ragione." e per la prima volta sorrise. La ragazza non lo aveva mai visto con quell'espressione sul volto: privo di sarcasmo, privo di ironia; non era come i sorrisi che rivolgeva a Light di solito e si sentì speciale in quel momento. Era come se L le avesse fatto un regalo, donandole qualcosa di prezioso e raro, qualcosa che lei avrebbe tenuto stretto per sempre. "Sai Ryuzaki, MisaMisa ha sempre ragione." gli disse con malizia, avvicinandosi al suo volto e impossessandosi nuovamente delle sue labbra. Quello fu l'inizio di tutto; avrebbe avuto fine poco tempo dopo, concludendosi con la morte del detective, momento in cui Misa avrebbe perso una parte di se stessa. Per sempre.
[Fine.] |