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Times like these, Death Note, Raccolta
view post Posted on 29/10/2009, 19:43Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/1/2010, 05:04


Titolo FanFiction: Times like these
Titolo capitolo :Il brivido del rischio
Autore: . Bleeding Sky
Anime/Manga: Death Note
Anime/Manga: Tsugumi Obha, Takeshi Obata
Personaggi principali: Matt, Mello
Genere: Introspettivo, romantico
Avvertimenti: AU, shonen ai, raccolta
Rating: Giallo
Capitoli: Raccolta di oneshot : 1/?
Stato: In prsecuzione
Note: Dunque, questa è una raccolta basata su una serie di oneshot scritte ispirandomi a delle Fan Art.
A fine storia, sotto spoiler la Fan Art a cui mi sono ispirata.



Il brivido del rischio




Mesi. Questa storia andava avanti da mesi ormai, tutto filava liscio e nessuno si era mai accorto di niente.
Certo è difficile nascondere la verità quando si deve fingere in un posto come la scuola, essendo un luogo pieno di pettegole... e perché no, anche pettegoli.
A loro non importava però, perché il rischio di essere scoperti rendeva le cose più divertenti.
Al momento nessuno si era mai domandato per quale motivo ogni volta che Matt -alias Mail Jeevas- spariva dall'aula, due secondi più tardi Mello -alias Mihael Keehl- lo raggiungeva.
Oppure, per quale motivo nessuno dei due andava mai al bagno da solo: succedeva spesso di vederli entrare insieme.
Eppure chiunque, se solo avesse osservato con un minimo di attenzione la situazione si sarebbe reso conto che tra quei due c'era qualcosa di più che una semplice amicizia.
Basti abbassare lo sguardo durante le lezioni e scorgere le loro mani intrecciate, possibile che tutti fossero così ciechi? O stupidi?
Altrimenti si notava dagli sguardi maliziosi che si lanciavano in continuazione, non era molto difficile.

Anche per quel giorno, l'ora della pausa pranzo era arrivata e gli studenti avevano abbandonato l'aula per raggiungere la mensa scolastica.
Matt se ne stava immobile sulla porta, ad aspettare che il compagno prendesse le sue cose. Doveva ammettere che alle volte quel ragazzo era davvero lento.
"Insomma Mel, ti vuoi muovere?" disse, forse per ricordargli che era ancora lì ad attenderlo e che ben presto si sarebbe stancato.
Tutto ciò che provenne dalla bocca di Mello fu un mugugnio infastidito, che stava a significare di non rompere le scatole.
Il rosso sbuffò sonoramente, notando che l'altro era ancora accovacciato per terra, nell'intento di recuperare i libri presenti sotto al banco.
"Matt, se ti scoccia tanto aspettarmi puoi anche andartene e raggiungere gli altri." esclamò il biondo dopo aver visto lo sguardo annoiato del compagno, che avendo udito quelle parole gli venne un'idea.
Lentamente raggiunse il ragazzo e si abbassò sulle ginocchia per arrivare alla sua altezza, posando poi le labbra sul suo collo.
Dopo tutto, chi se ne frega di saltare il pranzo con un'occasione simile? Questo era ciò che pensava il rosso, una volta appurato che tutti erano in mensa e che nell'edificio erano presenti solo loro due.
Non voleva certo lasciarsi sfuggire l'opportunità di starsene un po' da solo con Mello, visto che durante le ore scolastiche era raro che accadesse.
Il biondo lo lasciò fare, mentre riponeva le ultime cose nella tracolla, quando improvvisamente Matt gli infilò le mani sotto alla maglietta.
"Avanti piantala se non vuoi che ci scoprano sul serio." disse, alzandosi in piedi, interrompendo quel contatto.
Ma il ragazzo non lo ascoltò e per tutta risposta, alzandosi anch'egli, fece appoggiare Mello contro al banco, impossessandosi delle sue labbra.
Stavolta Keehl non protestò e assecondò l'altro attirandolo ancor più verso di sè, facendo aderire i loro corpi.
Il bacio venne interrotto e Mail portò la bocca sul collo del compagno, di nuovo.
"Lo sai vero che in questo modo siamo a rischio?" fece notare Mihael, tenendo gli occhi puntati sulla porta spalancata dell'aula.
A dirla tutta non gli interessava poi molto, l'unica cosa per cui non voleva essere scoperto era per le chiacchiere che avrebbero scaturito gli studenti della scuola.
Detestava quando la gente non si faceva gli affari propri, soprattutto quando si trattava di qualcosa che riguardava lui.
"Ma rischiare è così... eccitante." rispose Mail, sussurrando quelle parole sensualmente contro la morbida pelle di Mello, che rabbrividì per un istante. Successivamente, facendo leva sulle braccia si sedette sul banco, trovando una posizione più comoda.
"Al diavolo la gente!" esclamò poi il biondo, cominciando a sbottonare la camicia di Matt, che lo aiutò nel compito, buttandola poi per terra.
Mihael iniziò così ad occuparsi del corpo del ragazzo, baciando ogni centimetro di pelle, mentre con le mani gli accarezzava la schiena.
Entrambi sapevano perfettamente di quanto fossero indispensabili per loro quei gesti, che stavano a dimostrare un profondo attaccamento alla figura dell'altro.
Oltre al piacere carnale c'era ben altro ed era qualcosa di troppo importante e immenso da poterlo spiegare a parole. E anche se ci fosse stato un modo per farlo, non sarebbe stato comunque sufficiente.
Nessuno avrebbe capito quanto fosse potente il loro legame, solo loro lo sapevano. Anche la parola amore era troppo scontata per descrivere la loro essenza, perché era qualcosa che andava al di là di tutto.
Matt, afferrò il mento dell'altro, costringendolo a interrompere ciò che stava facendo e lo baciò nuovamente, desideroso di poter assaporare ancora una volta quelle labbra che bramava in ogni istante della sua vita.
Molte volte si era domandato com'era stare senza di lui, prima di conoscerlo, ma non trovava mai risposta perché non lo ricordava. Era come se avesse cominciato a vivere quando lo aveva incontrato.
Si rese conto che lui senza Mello non era niente.
Guidato da quei pensieri, intensificò il bacio che diveniva sempre più carico di passione da parte di entrambi. Se non si fossero fermati in quell'istante, non avrebbero più potuto farlo.
Fu una fortuna che la campana di fine pausa pranzo suonasse proprio in quel momento.
Si staccarono per riprendere fiato un attimo, per poi ricomporsi, altrimenti sarebbe stato troppo evidente ciò che c'era fra loro e i loro stupidi compagni lo avrebbero scoperto.
Dopo essersi sistemati, si sedettero ai loro banchi, nell'attesa che gli altri arrivassero e che la lezione cominciasse.
"Stasera voglio continuare ciò che abbiamo interrotto." disse Mello con malizia in direzione del compagno.
"Ne dubitavi? Mi sembra logico." rispose Matt strizzandogli l'occhio per poi dargli un veloce bacio sulle labbra, prima che i compagni entrassero in classe.
C'era un altro motivo per cui nascondevano la loro relazione: volevano che fosse una cosa solo loro; se fosse diventata di dominio pubblico non sarebbe più stato così.

[Fine.]




Edited by .Bleeding Sky - 31/10/2009, 18:13

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"Me ne andrò da qui e tu, stupido che non sei altro, verrai con me. Ti è chiaro adesso il concetto?"
Mello - Time of your life


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nikki;Ellight »

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/1/2010, 17:32


Bellissima *ò*
Aspetto con ansia le prossime u,u

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« Vi dirò per ultima la cosa più importante. Sasuke non è certo un mio grande amico e non è nemmeno un tipo che mi piaccia particolarmente. Però è un ninja della Foglia come noi.
È un nostro compagno. È per questo che ce la metteremo tutta per salvarlo. È questo il credo della Foglia. »




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Elle, L... per la Wammy's House non era solo la dodicesima lettera dell'alfabeto. Significava Last, inteso come un essere superiore e insostituibile, ma anche Lost, il figlio che Dio onnipotente aveva perso inviandolo sulla Terra e sacrificandolo.

L change the WorLd


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/1/2010, 05:04


Titolo FanFiction: Times like these
Titolo capitolo :Wedding time... WHAT?!
Autore: . Bleeding Sky
Anime/Manga: Death Note
Anime/Manga: Tsugumi Obha, Takeshi Obata
Personaggi principali: Matt, Mello, Near
Genere: Introspettivo, comico
Avvertimenti: AU, shonen ai, raccolta
Rating: Giallo
Capitoli: Raccolta di oneshot : 2/?
Stato: In prsecuzione
Note: Dunque, questa è una raccolta basata su una serie di oneshot scritte ispirandomi a delle Fan Art.
A fine storia, sotto spoiler la Fan Art a cui mi sono ispirata.


Wedding time... WHAT?!




È tutto pronto: il cortile è gremito di gente. Si possono scorgere L, Light Yagami e la squadra investigativa, Watari, Roger, Linda, Misa Amane e un sacco di altre persone.
L'atmosfera è intrisa di serenità, mista ad allegria. C'è aria di festeggiamenti, lo si può notare dalle espressioni allegre dei presenti.
Sì, bene. Ma cos'hanno poi da festeggiare?
Chi aveva appena espresso quel pensiero era stato Mihael Keehl, altresì detto Mello -lo pseudonimo con cui era conosciuto da tutti- che se ne stava in piedi all'entrata del giardino ed era vestito di tutto punto.
Un bel completo bianco composto da giacca e pantaloni, il tutto allegato da un inusuale papillon dello stesso colore degli abiti.
Un momento! Io... vestito di bianco? Ma cosa sto facendo?
Era così stranamente diverso dal solito quel giorno, non riusciva proprio a ricordare cosa stesse accadendo.
Passi per la festa in corso, poteva essere qualche avvenimento poco importante che aveva rimosso dalla mente ma... che ci faceva lui vestito di bianco?
Eresia. Quel colore gli dava alla testa solo a guardarlo, mai e poi mai avrebbe indossato qualcosa di quell'insulso color Near. Peccato che l'aveva fatto.
Dovevo essere completamente sbronzo ieri sera, è sicuramente così.
Incrociò le braccia al petto, infastidito dalla piega che stava prendendo quell'assurda giornata e non si accorse di Misa Amane che gli stava andando incontro come una furia.
Eccola lì, la famosa idol con la faccia mezza imbronciata e mezza eccitata si era posizionata di fronte a lui con le mani sui fianchi.
"Mello! Si può sapere cosa stai facendo? Near sta aspettando te per cominciare, avanti!" esclamò prendendolo per un braccio e trascinandoselo dietro.
Cosa può volere quel nano malefico da me? Mi sta aspettando per fare cosa?
Proprio il ragazzo non capiva... cosa si era messa in testa quella sciocca biondina?
Guardando davanti a sé, notò che tutti i presenti erano seduti comodamente su delle sedie, che sembravano essere disposte in quell'ordine per uno scopo preciso.
C'erano quattro file da una parte e quattro dall'altra, messe in tal modo per creare una specie di passaggio al centro, proprio dove Misa e Mello stavano camminando sotto lo sguardo commosso di tutti.
Ma che sta succeden...?
E fu in quell'istante che Mello vide la cosa che lo inorridì più di tutte: Near. Ma non tanto perché era lui -ormai era abituato a vedere la sua brutta faccia- ma quanto per come era vestito.
Il giovane indossava un completo nero e stampato sul suo volto c'era un ghigno -cosa tra l'altro mai vista- che era indirizzato al biondo.
Siamo arrivati alla frutta.
Commentò mentalmente il giovane Mihael Keehl, ancora sconvolto da ciò che aveva visto. Non poteva -o non voleva?- crederci.
Troppo impegnato a squadrare male il rivale, non si accorse subito dei gridolini eccitati che provenivano da Amane, ma quando se ne rese era troppo tardi.
Si voltò seguendo lo sguardo divertito di Near, -che solo in quel momento, Mello notò che fosse vestito come un prete- e per poco non soffocò per lo shock.
Di fronte a lui, col sorriso più luminoso che avesse mai visto, c'era Matt. Ma non il solito nerd da strapazzo che accompagnava le sue giornate, oh no.
Era raggiante, infilato in un orrendo quanto imbarazzante vestito bianco tutto trine e pizzi. Le sue braccia fasciate da un paio di guanti che gli arrivavano sopra al gomito, al collo portava un'orribile collana di perle e la sua testa era coronata da un rivoltante velo da sposa.
Infine, tra le mani teneva un mazzo di rose bianche, che a quel punto Mello immaginò fosse un bouquet.
Ma cosa diavolo ci faceva Matt conciato a quella maniera? Cosa cavolo stava succedendo? A momenti sarebbe impazzito, se lo sentiva.
"Ma come Mello? È questo il modo di accogliere la tua sposa?" gridò Misa in preda alla rabbia.
La mia... sposa? LA MIA SPOSA?!
Sul volto di Mello comparve un'espressione sconvolta: era sbiancato e i suoi occhi si erano spalancati all'inverosimile.
Fu in quel momento che per la prima volta Mail aprì bocca, esibendo un tono infastidito.
"C'è qualcosa che non va?" in fondo, una sposa accolta così male aveva il diritto di arrabbiarsi no? Stava per coronare il suo sogno e il suo futuro marito pareva non essere dello stesso avviso.
"Eh? N-No..." la risposta che giunse era del tutto priva di sicurezza, detta meccanicamente e anche in quell'occasione Misa Amane non riuscì a star zitta.
"Mihael Keehl, insensibile che non sei altro! Così gli spezzi il cuore! Voglio vederti convinto, forza!" esclamò piena di rabbia, mentre raggiungeva una delle sedie a grandi falcate.
Ma che diavolo vuole questa?
"Insomma, vogliamo cominciare?" disse Near con il suo solito tono impassibile.
Almeno qualcosa è tornato normale...
Pensò, in preda alla disperazione, affermando ancora una volta di aver bevuto troppo la sera precedente.
Non era possibile che stesse succedendo una cosa del genere. Lui... sposare Matt? Certo, era il suo amante ma... quando mai avevano deciso di sposarsi? E soprattutto, com'era possibile che quella gente lo avesse saputo? Nessuno sapeva di loro.
Decisamente, niente era mai andato così storto in tutta la sua vita. Tutto ciò che gli restava da fare era rassegnarsi e assecondare quella pagliacciata.
Insomma, ormai c'era dentro no? E in fondo era innamorato di Matt, tanto valeva portare a termine quel matrimonio e andarsene finalmente a casa e perché no, consumare la prima (?) notte di matrimonio.
Forse non era così male... la situazione poteva volgersi a suo vantaggio.
Prese per mano Matt, senza nascondere un sorrisetto malizioso e lo portò all'altare, di fronte a Near che cominciò a recitare la solita solfa.
Non gli andava di ascoltarlo, tutto ciò che voleva era farla finita e scoparsi Matt, il che avrebbe potuto farlo anche senza un matrimonio in fin dei conti, ma le cose gli si erano presentate così e non poteva farci nulla.
"Vuoi tu Mihael Keehl prendere come tuo legittimo sposo Mail Jeevas e amarlo e onorarlo finché morte non vi separi?" suonava strana quella frase, ma Mello decise di passarci sopra.
"Sì."
Basta che arriviamo a stasera.
"E vuoi tu Mail Jeevas prendere come tuo legittimo sposo Mihael Keehl e amarlo e onorarlo finché morte non vi separi?"
"Sì!" disse entusiasta Matt, era la cosa che più desiderava in assoluto.
Ci fu un momento di ilarità generale, sovrastato dalle esclamazioni di Misa, forse la più eccitata di tutti.
"Potete baciarvi." e Mello non se lo fece ripetere due volte, alzò il velo che copriva il volto dell'altro e lo bacio, facendolo stendere sulla panca su cui erano seduti.
Altro che bacio casto in stile chiesa!
Quando si staccò dalle sue labbra, lo guardò maliziosamente, cercando di comunicargli mentalmente i suoi programmi per la serata.
"Bene, abbiamo fatto, adesso possiamo andare?" disse Mello in preda alla voglia di prendere Matt e lanciarlo su un maledettissimo letto.
"Non possiamo Mel, dobbiamo restare qui al rinfresco." asserì il rosso con aria seria.
"Chi se ne frega del rinfresco!" rispose irritato, come poteva quell'idiota pensare ad un dannatissimo rinfresco in quel momento?
"Non se ne parla." e detto questo Mail si allontanò, lasciando il povero Mihael a bocca aperta.
Ok, credo che resterò presto vedovo.
Pensò, cercando di trattenersi dall'uccidere il suo compagno che lo stava facendo aspettare troppo per i suoi gusti.
"Che c'è Mello? Non vai dalla tua sposina?" disse una voce alle sue spalle, ben conosciuta per altro anche se quel tono sarcastico non gli si s'addiceva affatto.
"Che vuoi maledetto nano bianco?" non era il caso che proprio Near gli si avvicinasse in quel momento, per di più sfottendolo.
Il ragazzo lo guardava tra il divertito e l'interessato e cominciò ad avvicinarsi al biondo.
"Te Mello." gli sussurrò sulle labbra, prima di baciarlo cogliendolo alla sprovvista.
La situazione stava diventando ancor più assurda, quel che è peggio è che a Mello non stava dando fastidio, anzi gli piaceva.
Cosa sto facendo? Perché non riesco a respingerlo?
E oltretutto, stava tradendo Matt il giorno stesso in cui lo aveva sposato e lui era pure nei dintorni.
Povero, povero Mail!
Ma in quel momento sembrava non importargli poi molto, anzi, sembrava completamente preso dal bacio passionale che si stava scambiando col suo rivale.
La voglia accumulata poco prima, la stava sfogando con Near e sinceramente gli sembrava più appagante.
Forse Matt non gli piaceva poi molto? Non riusciva a spiegarsi quell'incognita.
Pazienza, ci penserò più tardi.
Mentre donava tutto se stesso al piccolo albino, si sentì strattonare da dietro. Non aveva bisogno di voltarsi per capire chi fosse.
La sua vita era finita, lo sapeva perfettamente ed era pronto a prendere ciò che si meritava.
"Mello!"

Lentamente aprì gli occhi, trovandosi di fronte il volto sorridente di Matt che lo stava gentilmente strattonando, forse nel tentativo di svegliarlo.
"Nh?" dunque era tutto un sogno? Un orribile sogno oltre tutto.
"Ho visto che ti agitavi nel sonno. Brutto sogno?" chiese il rosso preoccupato, mentre si accendeva una sigaretta.
"Altroché. Non lo immagini neanche." sussurrò prendendosi la testa fra le mani.
Come cavolo aveva potuto sognare di... baciare Near?
Che schifo. CHE SCHIFO!
Non che in sogno lo avesse poi così schifato a dirla tutta, infatti quel pensiero era solo un modo per cercare di convinversi del fatto che Near lo schifava su tutti i fronti.
E poi, come aveva potuto quello stronzo di Matt in sogno, rifiutare le sue richieste? A parte che solitamente era lui a iniziare, ma questo non aveva importanza.
"Adesso prova a rifiutare e ti ammazzo sul serio, mogliettina dei miei stivali!" esclamò afferrando le spalle del ragazzo che osservava Mihael a bocca aperta.
"Cosa-?" Mail pensò che il compagno avesse qualche problema mentale. Rifiutare? MOGLIETTINA?
"Zitto e baciami. ORA!" richiesta semplice, come rifiutarla?
A Matt piaceva quella situazione, anche se si appuntò di fargli qualche domanda più tardi.
Sì, assolutamente. Voleva delle spiegazioni.

[Fine.]




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"Me ne andrò da qui e tu, stupido che non sei altro, verrai con me. Ti è chiaro adesso il concetto?"
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nikki;Ellight »

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/1/2010, 17:32


Splendida xD
Scrivi davvero molto bene!

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« Vi dirò per ultima la cosa più importante. Sasuke non è certo un mio grande amico e non è nemmeno un tipo che mi piaccia particolarmente. Però è un ninja della Foglia come noi.
È un nostro compagno. È per questo che ce la metteremo tutta per salvarlo. È questo il credo della Foglia. »




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Elle, L... per la Wammy's House non era solo la dodicesima lettera dell'alfabeto. Significava Last, inteso come un essere superiore e insostituibile, ma anche Lost, il figlio che Dio onnipotente aveva perso inviandolo sulla Terra e sacrificandolo.

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view post Posted on 5/11/2009, 11:18Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/1/2010, 05:04


Grazie infinite L;Nikkai! *-*
Sono felice che queste due prime storie ti siano piaciute! ^^

Titolo FanFiction: Times like these
Titolo capitolo :Sbagliare
Autore: . Bleeding Sky
Anime/Manga: Death Note
Anime/Manga: Tsugumi Obha, Takeshi Obata
Personaggi principali: Matt, Mello
Genere: Introspettivo, romantico
Avvertimenti: Shonen ai, raccolta, OOC
Rating: Giallo
Capitoli: Raccolta di oneshot : 3/?
Stato: In prsecuzione
Note: Dunque, questa è una raccolta basata su una serie di oneshot scritte ispirandomi a delle Fan Art.
A fine storia, sotto spoiler la Fan Art a cui mi sono ispirata.




Sbagliare



Ogni notte Mail Jeevas restava sveglio ad aspettare che il suo compagno di stanza: Mello, si addormentasse.
Attendeva che prendesse sonno, semplicemente perchè gli piace stare ad osservarlo, senza la paura che lui gli domandasse cos'avesse da fissarlo insistentemente.
Non era la prima volta che glielo chiedeva, a volte capitava che il rosso si perdesse nei suoi pensieri, imbambolandosi sulla figura dell'amico, che puntualmente quando se ne accorgeva gli chiedeva con poco garbo cosa volesse.
Perciò per evitare che accadesse questo, aveva deciso di farlo quando lui non poteva accorgersene e il momento migliore era quando dormiva.
Sì, Mello gli piaceva: aveva un bellissimo volto angelico, rilassato e dolce, quando si riposava. Un peccato non poter vedere i suoi occhi di ghiaccio, ma doveva accontentarsi.
Il piccolo Matt, come tutte le volte, si alzava dal suo letto e in punta di piedi raggiungeva il giaciglio dell'altro, sporgendosi verso di lui per vederlo meglio.
Era una fortuna che la luce della luna illuminasse il suo volto, altrimenti non avrebbe potuto vederlo.
In cuor suo il bambino, se pur contento di potersi concedere quella visione, non stava bene. Desiderava dire al suo amico che cosa provava per lui, perchè si era reso conto che con l'avanzare del tempo tenersi tutto dentro lo spossava.
Sentiva dentro al cuore una certa pesantezza, come se avesse un macigno che glielo schiacciava. Non poteva andare avanti così, rischiando che Mello si accorgesse da solo che c'era qualcosa che non andava nel suo compagno di stanza.
Se proprio doveva rivelarsi il segreto, voleva essere lui stesso a farlo, parlandone con tranquillità.
Dopotutto, non c'era niente di male ad innamorarsi. O no?
Certo, sapeva che tra due maschi era una cosa diversa, aveva sentito dire da molti che non era una cosa del tutto normale, ma lui non ci credeva.
Pensava che l'amore andasse al di là di sciocchezze come il sesso, l'età, il colore della pelle e quant'altro, infatti quando sentiva certe assurdità si tappava le orecchie.
Anche perchè lo facevano sentire diverso e non era per niente bello. Anche se lui sapeva di essere perfettamente normale, provava una sensazione terribile, come se non potesse essere accettato per ciò che era.
Ma Mello? Lui lo avrebbe capito o anche lui dava seguiva le idee di tutte quelle stupide persone? Era anche questo che lo frenava, perchè altrimenti non avrebbe avuto alcun problema a parlargliene; aveva solo paura di essere respinto e disprezzato proprio da colui che amava.
Se fosse accaduta una cosa simile, sarebbe stato male per sempre: detestato dal proprio migliore amico.
Scosse leggermente la testa, cercando di convincersi che Mello non era quel tipo di persona e che aveva la mentalità aperta a qualsiasi tipo di cosa. Desiderava che fosse così.
Se sedette sulla sponda del letto, continuando ad ammirare il volto dell'amico che però aveva qualcosa di diverso da prima, adesso teneva gli occhi aperti.
Si era svegliato, dannazione! E Matt per la sorpresa scattò in piedi, non sapendo che cosa dire in preda all'imbarazzo.
Come avrebbe potuto trovare una scusa, agitato com'era? Non aveva la mente abbastanza lucida per pensare a come tirarsi fuori da quella situazione.
Dunque era giunto il momento di parlare? No. Era troppo, troppo presto. Non era pronto.
"Matt? Cosa stai facendo qui?" bella domanda, ma come trovare un'altrettanto bella risposta?
Il bambino chiamato in causa, cominciò a torturarsi le mani, tenendo lo sguardo basso per paura di vedere rabbia negli occhi dell'altro.
Mello però non gradiva quel silenzio, per cui si tirò a sedere e portò la faccia davanti a quella dell'amico, cercando di scorgere i suoi occhi, tentando di capire qualcosa dalla sua espressione.
Il piccolo Matt alzò il viso e si trovò il volto dell'altro a pochi centimetri di distanza e accidenti, era troppo vicino per poter resistere.
Fu un attimo: d'impulso il rossino posò le mani sulle guance dell'amico e lo baciò. Un bacio breve, ma lungo abbastanza da permettere a Matt di constatare quanto fosse morbida la sua bocca e a Mello di reagire, voltandosi dall'altra parte portandosi una mano a coprire la parte del suo corpo "violata".
Il biondo si sentiva accaldato e il suo volto si era tinto irrimediabilmente di rosso, per fortuna era buio e nessuno avrebbe potuto accorgersene.
Ci fu un lungo instante di silenzio, in cui Matt non sapeva cosa fare o cosa dire, sentendosi in colpa, ma soprattutto incredibilmente triste.
In quel momento provava un enorme vuoto dentro di sè, avrebbe voluto sprofondare nel nulla, scomparire per sempre dalla vista di Mello, ma purtroppo per lui questo non era possibile.
Come avrebbe potuto giustificarsi? Aveva peggiorato la situazione, adesso era dieci volte più agitato di prima e non sapeva proprio come comportarsi.
E poi, il silenzio dell'altro lo stava uccidendo. Voleva che reagisse, sentirlo parlare o anche colpirlo se proprio lo desiderava; sempre meglio che il nulla.
Dato che la situazione non accennava a migliorare, Matt decise di fare la prima mossa e si aggrappò alle spalle dell'altro, mentre piccole lacrime cominciavano a formarsi al lati dei suoi occhi.
La presa era salda, come se non volesse farlo andar via, non voleva essere abbandonato e aveva il terrore che quello accadesse.
Avrebbe lottato con tutto se stesse pur di tenerlo con sè, non gli sarebbe importato più dell'amore, avrebbe sopportato in silenzio purchè Mello non lo disprezzasse.
"M-Mello... perdonami io..." e la paura gli spezzava la voce, rendendola un disperato lamento sull'orlo del pianto.
Ci furono altri minuti di silenzio, fino a che il biondo non si voltò verso l'amico, ancora sconvolto.
Rimase a fissarlo, notando l'espressione contrita del bambino e non potè far altro che provare un'immensa tenerezza nei suoi confronti.
"Perchè Matt?" si dette dello stupido per quella domanda idiota, ma non era riuscito a fare di meglio. Era la prima cosa che gli era passata per la testa e l'aveva lasciata uscire.
In fondo però, una spiegazione la voleva, nonostante fosse palese il significato di quel gesto, ma voleva sentirselo dire. Voleva averne la conferma.
"Io... volevo provare." disse Matt semplicemente, incapace di proseguire oltre a causa del groppo che gli si era formato in gola.
Però per Mello non era sufficiente, così lo incoraggiò, tentando di non mettergli pressione. Gli prese le mani fra le sue, inducendolo a dargli una risposta esauriente.
"Ho sbagliato Mello... sto sbagliando tutto..." prese un lungo respiro cercando di farsi coraggio e proseguì "ma non posso farne a meno, non posso cambiarlo.".
"Cos'è che stai sbagliando? Dimmelo..." adesso Mello stava cominciando a preoccuparsi. Matt non era mai stato così negativo, nemmeno quando gli si trovava in difficoltà ed era per quel motivo che non poteva fare a meno di preoccuparsi.
"Matt?" un sussurro soltanto.
"Non vorrei ma... tu mi piaci ed io non posso farci niente. Questo è sbagliato..." disse infine il bambino, sotto lo sguardo serio dell'altro.
Lo sapeva da tempo, però voleva che fosse lui a dirglielo. Non pensava però che per lui fosse così difficile, non credeva fosse un peso per lui.
"Perchè non me l'hai detto prima?" ed ecco la seconda domanda idiota.
"Perchè avevo paura... di perderti." tutt'ora ne aveva, ma Mello a quell'affermazione provò rabbia.
"Stupido. Sei uno stupido. Ma chi te l'ha detto questo?" gridò picchiando un pugno sul materasso "Questo è impossibile." concluse, facendo tornare un minimo di sicurezza all'amico.
La situazione si stava a poco a poco calmando, dunque tutti quei pensieri erano infondati. In effetti, come aveva potuto dubitare del suo più caro amico?
"Scusami." e finalmente sul suo volto ricomparve un sorriso, che rallegrò il biondino.
"Non potrei mai abbandonarti." gli assicurò Mello, stringendolo a sè e si rese conto che forse il gesto dell'altro gli aveva dato un input per capire cosa davvero significa Matt per lui.
Non gli importava però, questo lo avrebbe confermato in seguito. Per il momento l'importante era che il piccolo Mail si fosse tranquillizzato, ma soprattutto si fosse svuotato da quell'enorme peso che si portava dietro.
Mello si sentiva un po' in colpa per non essersi accorto prima del suo stato d'animo, avrebbe dovuto notare che le cose non andavano bene.
"Perdonami per non essermi reso conto che stavi male." e fu una sorpresa per il piccolo Matt, perchè l'altro ragazzino non chiedeva mai scusa.
Era orgoglioso e anche se dentro di sè voleva farlo, non riusciva mai a scusarsi con nessuno. Con lui lo aveva fatto però e questo lo rendeva felice.
Non gli importava se Mello non lo avrebbe mai amato, ciò che contava era che non si allontanasse.
"Non importa, anzi, ti ringrazio." disse abbracciandolo più forte.
Decise però di non perdere la speranza di essere ricambiato, perchè chissà, forse non era detta l'ultima parola.
In fondo Mello non gli aveva detto niente in proposito.
Il biondo, interrompendo quel contatto si rinfilò poco dopo sotto le coperte, poi alzò il lenzuolo.
"Che fai, non vieni?" domandò a Mail, che non aspettandoselo restò a fissarlo incredulo per un istante.
Poi, si riprese e si sistemò sul materasso, stringendosi contro al corpo di Mello.
Quella era stata la serata più assurda che avesse mai vissuto. Finalmente si era liberato di tutto quanto ed era stato meno doloroso del previsto.
Non avrebbe mai smesso di ringraziare Mello per averlo accettato per come era, per aver accettato i suoi sentimenti.
Così facendo, lo aveva reso più vivo che mai.

[Fine.]




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"Me ne andrò da qui e tu, stupido che non sei altro, verrai con me. Ti è chiaro adesso il concetto?"
Mello - Time of your life


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Bella, come le altre *-*
Mi stai facendo appassionare davvero a questa coppia! XD
Chiamami Nikkai, oppure Kai XD è più sbrigativo (:

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« Vi dirò per ultima la cosa più importante. Sasuke non è certo un mio grande amico e non è nemmeno un tipo che mi piaccia particolarmente. Però è un ninja della Foglia come noi.
È un nostro compagno. È per questo che ce la metteremo tutta per salvarlo. È questo il credo della Foglia. »




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Elle, L... per la Wammy's House non era solo la dodicesima lettera dell'alfabeto. Significava Last, inteso come un essere superiore e insostituibile, ma anche Lost, il figlio che Dio onnipotente aveva perso inviandolo sulla Terra e sacrificandolo.

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Ahahah, mi dispiace: non potrà mai chiamarti L, però. ùù
L sono solo io XDXD

Oddio, queste non le avevo lette *w* Fantastiche.

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Grazie infinite ad entrambe! Apprezzo molto e Kai, sono felicissima che ti stia facendo appassionare al pairing! *O*
CITAZIONE
Chiamami Nikkai, oppure Kai XD è più sbrigativo (:

Ok, allora vada per Kai! *-*
Siccome ho già pubblicato la quarta (stavolta non MattMello) la pubblico subito anche qui! XD

Titolo FanFiction: Times like these
Titolo capitolo :I'll be yours
Autore: . Bleeding Sky
Anime/Manga: Death Note
Anime/Manga: Tsugumi Obha, Takeshi Obata
Personaggi principali: L, Misa
Genere: Introspettivo, romantico
Avvertimenti: What if?
Rating: Arancione
Capitoli: Raccolta di oneshot : 4/?
Stato: In prsecuzione
Note: Dunque, questa è una raccolta basata su una serie di oneshot scritte ispirandomi a delle Fan Art.
A fine storia, sotto spoiler la Fan Art a cui mi sono ispirata.


I'll be yours



Come mai L Lawliet per la prima volta nella sua vita si sentiva così attaccato a qualcuno? Lui che, da sempre non aveva mai sentito il bisogno vero e proprio di provare qualcosa nei confronti di una persona, di avere un contatto fisico, di amare.
Sì, il più grande detective mai conosciuto aveva imparato a conoscere quel sentimento tanto complesso quanto potente e ci era riuscito solo grazie a lei.
Non sapeva dire come e quando aveva cominciato a provare interesse nei suoi confronti, l'unica cosa di cui era consapevole, era il fatto che era attratto alla sua personalità, alla sua ingenuità e alla sua allegria come una calamita.
L'aveva già notata in foto e in tv prima di conoscerla di persona; in effetti, chi non conosceva la giovane Misa Amane?
Aveva sempre pensato che fisicamente fosse carina e avesse un sorriso splendido e ogni volta, si diceva che non poteva soffermarsi su particolari così superficiali, lui che delle apparenze non se ne curava per niente; ma non riusciva a non dare un giudizio estetico a quella ragazza. Era più forte di lui.
Poi, l'aveva conosciuta e guarda caso aveva cominciato a far parte della sua quotidianità: Misa era sospettata secondo Kira e a dirla tutta, questo fatto lo incuriosiva e allo stesso tempo lo impensieriva.
Proprio lei doveva essere complice di quell'essere abominevole che giustiziava le persone credendosi un dio?
Lei, che con l'aspetto di un angelo e le sue mani di fata uccideva a sangue freddo chiunque si mettesse sulla strada di Kira e quindi anche sulla sua.
In ogni caso, perché nonostante questi pensieri sulla sua persona, L riusciva anche a far finta di niente? Non era da lui.
Come poteva azzerare la mente a quel modo, trovandosi in sua compagnia?
Forse perché in quegli ultimi giorni pareva che Misa non fosse più in possesso della sua vecchia identità? L'aveva tenuta rinchiusa per giorni -allo stesso tempo anche Light Yagami era isolato e tenuto sotto sorveglianza- in una stanza e aveva appurato che le morti continuavano ad avvenire, quindi ella poteva essere considerata innocente.
Era a quel punto che il detective aveva ipotizzato che il potere di Kira, fosse stato passato ad altri, dato che prima di isolare i due sospettati tutte le prove che aveva portavano a loro.
O meglio, su Light non aveva prove materiali, ma su Amane sì, quindi era chiaro che lei fosse il secondo Kira.
Ma aveva dovuto liberarla, accertatosi che il problema non riguardava più lei in quel momento.
Dal momento in cui l'aveva fatta uscire dalla stanza, aveva deciso di tenerla comunque sotto sorveglianza, facendola vivere al quartier generale e munendola di un appartamento al suo interno.
E l'aveva fatto per due motivi, anche se il secondo di questi andava contro i suoi principi e non c'entrava niente col suo lavoro: voleva averla accanto. E questo, dannazione non era proprio da lui! Lo sapeva perfettamente.
Era in quel periodo di convivenza che aveva imparato a conoscerla e, l'ammirazione che provava nei suoi confronti prima di quel momento, accrebbe in maniera smisurata arrivando a trasformarsi in qualcosa di più.
Ogni volta che la vedeva, o che ci parlava sentiva crescere dentro di lui il desiderio di toccarla, di abbracciarla, di respirarla... trovando strano tutto ciò, essendo la prima volta che gli succedeva.
Avrebbe voluto evitare, ma come poteva? Si era reso conto che quelle sensazioni nuove, non si potevano controllare, dunque dovette farci l'abitudine seppur contro la sua volontà.
Non gli piaceva quella situazione, perché lui era sempre stato padrone di se stesso e sentirsi sottomesso a causa di un sentimento lo faceva sentire debole.
Secondo L, le cose non potevano andar peggio, ma purtroppo si sa che non è mai così semplice. La situazione andò a complicarsi ulteriormente quando, una sera era rimasto solo con Amane; al quartier generale non c'era nessuno dato che ognuno dei membri della squadra anti-Kira aveva dovuto allontanarsi dalla base per svolgere i propri compiti.
Mentre L lavorava al computer, bevendo ogni tanto qualche sorso di caffè iperzuccherato, Misa se ne stava seduta accanto a lui, osservandolo mentre svolgeva i suoi compiti.
Gli aveva chiesto se poteva rimanere con lui, dato che non aveva voglia di restare da sola nel suo appartamento e il detective aveva acconsentito.
L'aria si era fatta pesante: Ryuzaki, prima d'allora non si era mai ritrovato completamente solo con lei e non aveva mai preso in considerazione che potesse accadere.
Si sentiva soffocare, dentro di sé lottava per reprimere il desiderio di accarezzare la sua pelle, ma non era cosa tanto facile.
Forse la bramava così tanto perché prima di allora non aveva mai avuto rapporti con una donna e l'istinto si stava facendo sentire? Non seppe rispondere a quell'interrogativo, troppo impegnato a frenare l'impulso di voltarsi e avvicinarsi ulteriormente a lei.
"Ryuzaki-kun? Posso farti una domanda?" per fortuna fu lei a spezzare la tensione che si era creata, almeno a quel modo il detective avrebbe avuto un motivo per distrarre la mente.
"Dimmi pure." non avrebbe mai pensato che quella domanda sarebbe stata l'inizio di tutto.
"Sai, me lo chiedo da tanto. Ma tu hai mai avuto una ragazza?" si era completamente dimenticato di quanto fosse curiosa quella ragazza e accidenti, non poteva fargli un'altra domanda?
"Uhm, no. Perché me lo chiedi?" rispose impassibile come sempre, questo però alle apparenze, perché all'interno della sua testa si stava scatenando una tempesta.
"COSA?! Vorresti forse dirmi che tu... insomma... non hai mai baciato nessuno?" la situazione stava peggiorando a vista d'occhio e, in quel momento il carattere della ragazza che tanto aveva elogiato, lo stava rovinando.
"No Misa. Queste cose non mi sono mai interessate." dopotutto, mentire gli riusciva sempre bene. Ma davvero era riuscito ad ingannarla?
"Non ti credo! Non ti credo!" cantilenò, alzandosi dalla sedia e cominciando a saltellare, girando intorno al ragazzo, che la guardava tra il divertito e il perplesso.
Nonostante avesse gli occhi puntati su di lei, non fu capace di prevedere le sue mosse, trovandosi improvvisamente le labbra della ragazza incollate alle sue.
Fu un bacio veloce, ma ormai il danno era fatto e nonostante la brevità del gesto era troppo tardi per impedire il peggio.
"Adesso non venire a dirmi che non ti è piaciuto e che MisaMisa: la ragazza più carina che abbia mai camminato su questa terra, ti è indifferente!" esclamò con le mani sui fianchi e l'espressione ilare.
Non riuscì neppure a risponderle, semplicemente l'afferrò per un braccio e l'attirò a sé, ricongiungendosi alla sua bocca, che aveva scoperto morbida e dannatamente appetitosa -molto più delle torte che Watari gli preparava.
Stavolta il bacio durò a lungo, scatenando in Ryuzaki mille sensazioni diverse, che pian piano lo portavano a desiderarla sempre di più.
La fece adagiare sulle sue ginocchia, mentre al contempo faceva scorrere le dita sulla sua pelle liscissima, desiderio che aveva avuto da sempre.
Improvvisamente gli giunse un pensiero: Misa era la fidanzata di Light e questo non era giusto nei confronti di entrambi, ma lo cancellò dalla mente, pensando che in quel momento niente gli importava e cavolo, per una volta voleva sentirsi egoista.
Quando gli sarebbe ricapitata l'occasione che aspettava da tempo? E poi, le emozioni che in quel momento provava, avrebbero sovrastato qualunque cosa.
Quindi, per una volta nella sua vita avrebbe pensato solo ed esclusivamente a se stesso. E poi, il suo istinto -che mai aveva sbagliato sino ad allora- gli diceva che Misa sarebbe stata contraria ad interrompere quella situazione.
Lentamente, senza staccarsi dalla bocca di lei, portò una mano al cravattino posto sulla camicia della divisa scolastica che portava quel giorno e lo sciolse, cominciando poi a sbottonare la canotta, che ben presto liberò i seni di lei.
Misa gemette quando le fredde mani del detective si posarono sul suo petto; dentro di lei, il desiderio di approfondire il contatto diventava sempre maggiore.
Non avrebbe mai voluto tradire Light, ma quel che sentiva per L era qualcosa di maggiore, accompagnato da una sorta di curiosità nei suoi confronti.
Il mistero che avvolgeva Ryuzaki l'aveva sempre attratta e, anche se aveva preferito nasconderlo perfino a se stessa, il desiderio di avere un contatto fisico con lui ce l'aveva da sempre.
Neppure con Light Yagami si era sentita così trasportata dalla passione, che L aveva risvegliato in lei.
Istintivamente gli afferrò con delicatezza la testa, accarezzandogli al contempo i capelli e guidandolo lentamente ai suoi seni, desiderosa di sentire la sua bocca su di lei.
Ogni istante che passava, la poltrona che accoglieva i loro corpi stava cominciando a diventare troppo stretta per loro, così si spostarono sul pavimento, foderato dalla moquette.
I gemiti riempirono il silenzio che si era creato attorno a loro; un luogo che in quel momento apparteneva solo a Misa e Ryuzaki, simbolo di gesti significativi, carichi di passione e sentimento.
Ogni minuto che passava, entrambi desideravano di più e presto arrivarono fino in fondo, giungendo all'apice del piacere.
Rimasero poi a lungo sdraiati sulla moquette, lasciandosi trasportare dalle sensazione che li avvolgevano.
Ryuzaki teneva la testa appoggiata sul petto di Misa, che dolcemente gli accarezzava i capelli, che aveva scoperto fossero morbidi, al contrario delle apparenze.
Nessuno dei due aveva ancora proferito parola; neppure nel momento in cui decisero di rivestirsi -preoccupati dal fatto che qualcuno avrebbe potuto fare il suo ingresso nella stanza- non si dissero niente.
Ritornarono nelle stesse posizioni in cui erano un'ora prima, seduti l'uno di fianco all'altra davanti al computer e finalmente qualcuno di decise a spezzare il silenzio.
"Sai MisaMisa, credo tu avessi ragione." e per la prima volta sorrise. La ragazza non lo aveva mai visto con quell'espressione sul volto: privo di sarcasmo, privo di ironia; non era come i sorrisi che rivolgeva a Light di solito e si sentì speciale in quel momento.
Era come se L le avesse fatto un regalo, donandole qualcosa di prezioso e raro, qualcosa che lei avrebbe tenuto stretto per sempre.
"Sai Ryuzaki, MisaMisa ha sempre ragione." gli disse con malizia, avvicinandosi al suo volto e impossessandosi nuovamente delle sue labbra.
Quello fu l'inizio di tutto; avrebbe avuto fine poco tempo dopo, concludendosi con la morte del detective, momento in cui Misa avrebbe perso una parte di se stessa. Per sempre.

[Fine.]



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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/1/2010, 17:32


Beh a volte mi chiamano Elle in un altro forum ò.ò Oppure Enne XD (che ci tengo a precisare non è per Near u_u) Ma Kai va benissimo XD Comunque ù_ù

Carina, scritta bene.
Ma la coppia... sono fermamente contraria, non ci posso fare niente XD
Piuttosto che vederlo con Misa, L lo vedo con Light ù_ù

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Elle, L... per la Wammy's House non era solo la dodicesima lettera dell'alfabeto. Significava Last, inteso come un essere superiore e insostituibile, ma anche Lost, il figlio che Dio onnipotente aveva perso inviandolo sulla Terra e sacrificandolo.

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CITAZIONE (†L;N i k k a i » @ 5/11/2009, 21:51)
Carina, scritta bene.
Ma la coppia... sono fermamente contraria, non ci posso fare niente XD
Piuttosto che vederlo con Misa, L lo vedo con Light ù_ù


Quoto in tutto e per tutto (XDXD). E' la coppia etero che proprio non riesco a vedere.
Lo preferisco con Naomi Misora (ùù) o con Light. Misa no. Però mi piace troppo lo stile di Cami (çç).

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/1/2010, 05:04


Eccomi di ritorno dopo tanto! XD Perchè io sono furba e mi dimentico di aggiornare.
Grazie dei complimenti ad entrambe, ammetto che la coppia LMisa è parecchio strana, ma a me piace! XP
E vabè, gusti! <3
Comunque, ecco a voi il quinto capitolo. Buona lettura! *O*


Titolo FanFiction: Times like these
Titolo capitolo: Tregua
Autore: . Bleeding Sky
Anime/Manga: Death Note
Anime/Manga: Tsugumi Obha, Takeshi Obata
Personaggi principali: Matt, Mello, Near, Roger
Genere: Comico
Avvertimenti: Nessuno
Rating: Verde
Capitoli: Raccolta di oneshot : 5/?
Stato: In prsecuzione
Note: Dunque, questa è una raccolta basata su una serie di oneshot scritte ispirandomi a delle Fan Art.
A fine storia, sotto spoiler la Fan Art a cui mi sono ispirata.


Tregua




Quella mattina alla Wammy's House era una giornata insolita e stranamente silenziosa. Nell'edificio si poteva udire il chiacchiericcio di alcuni bambini, i passi lenti di altri che si dirigevano nella varie stanze, ma niente di eccessivamente esagerato.
Era strano a dirsi, ma quel giorno c'era troppo silenzio e questo fece allarmare Roger, che per la prima volta non era dovuto uscire dal suo ufficio per far tornare i bambini all'ordine.
Gli pareva piuttosto strano non sentire la vocetta stridula di Mello che gridava da ogni dove; nessuna litigata con Near per ricordargli chi era il numero uno, nessun grido contro le cuoche della mensa per richiedere il suo cioccolato, nessun insulto a Matt che non lo considerava perché stava giocando con il suo Game Boy.
Piuttosto strano, visto che da quando quel bambino era entrato nell'orfanotrofio non c'era mai stato un attimo di pace. Insolito che nessuno fosse venuto a lamentarsi.
Decise di uscire dall'ufficio per andare in cerca di qualche insegnante che gli desse qualche spiegazione e che tutto fosse al suo posto.
Si fermò a metà corridoio, dove una delle custodi stava pulendo il pavimento, per domandarle se sapeva qualcosa.
"Buongiorno Jane, hai visto Mello questa mattina?" chiese, arrivando dritto al punto.
"Mi spiace signore, ma non l'ho visto." rispose assumendo un'aria pensierosa. Ci aveva fatto caso solo in quel momento e le parve strano non essere stata ancora chiamata per rimettere a posto qualche guaio che il ragazzino aveva combinato.
"Uhm, d'accordo. Vedrò di trovarlo, non vorrei che stesse architettando qualcosa." concluse Roger salutando la donna e dirigendosi chissà dove.
Non sapeva minimamente da che parte iniziare a cercarlo, dato che solitamente a causa del suo fare rumoroso si sapeva sempre dove fosse.
Improvvisamente in lontananza notò qualcosa di sospetto che lo allarmò oltre ogni dire: Near e Matt stavano correndo da qualche parte, insieme.
Quei due non erano mai andati d'accordo in quattro anni che convivevano nello stesso edificio, com'era possibile che stessero facendo qualcosa -qualsiasi cosa- insieme?
I due bambini erano entrati nella mensa, così Roger li raggiunse aumentando il passo. Restò sulla porta, osservandoli attentamente e cercando di capire cosa diamine stessero combinando.
Chiaramente stavano litigando e Matt aveva cominciato a spintonare il bimbo, che però non si faceva mettere i piedi in testa facilmente.
"Spostati Near, è già tanto che ho accettato di averti fra i piedi!" gridò il rossino mentre stringeva tra le dita la stoffa del pigiama dell'altro.
"Smettila di strillare e non perdere tempo." esclamò Nate infastidito, assumendo il suo solito tono impassibile.
"E va bene, ma tu stai lì e non intralciarmi." ordinò il più grande, non ammettendo repliche.
Si avvicinò alla cucina e ne uscì pochissimo dopo con un piatto di riso fra le mani, sicuramente preso di nascosto.
Roger ci stava capendo sempre meno, ma ben presto avrebbe avuto le sue risposte, intenzionato ad indagare fino in fondo e chiedendo direttamente ai bambini che avrebbe atteso fuori dalla porta.
Non tardarono ad uscire, ma l'uomo li bloccò mettendosi davanti all'uscio.
"Si può sapere che state combinando voi due?" disse con aria austera, fissandoli sospettoso.
Matt cercò di nascondere il cibo dietro la schiena, ma purtroppo il direttore aveva già visto tutto, quindi era del tutto inutile.
"Matt? So cosa stai nascondendo. Avanti, esigo una spiegazione." non avendo una scusa pronta, tutto ciò che fece fu restare in silenzio, maledicendo Near.
Stava cercando di convincersi che la colpa fosse del più piccolo: doveva pur dare la colpa a qualcuno!
"Near... da te non me l'aspettavo. Ti sei fatto trascinare da questo delinquente, di' la verità." ovviamente Roger non credeva che il primo nella graduatoria si fosse unito di sua spontanea volontà con l'altro.
Che Matt combinasse guai non era una novità, ma Near? Per quale assurdo motivo si era fatto trascinare?
Soprattutto gli parve strano che Mello non fosse con loro, ma forse era semplicemente per la presenza di Nate, non c'erano dubbi.
"Non mi faccio trascinare da un cretino." rispose atono, guadagnandosi una gomitata da Matt che non aveva gradito affatto l'insulto.
"Tieni le mani a posto Matt! E ora... vorreste darmi una spiegazione?" chiese per l'ultima volta Roger ad un passo dall'esasperazione.
Ci fu un attimo di silenzio e infine Near prese la parola.
"Noi stavamo portando del riso a Mello." anche quella volta Mail non riuscì a resistere e mollò un calcio al piccolo, che non fece una piega.
"Sei un deficiente Near. Vuoi stare zitto una buona volta?" gridò allora il rossino in preda alla rabbia "Lo sapevo che non dovevo portarti con me!".
Mello si era raccomandato di non farne parola con nessuno e quel moccioso stava spiattellando tutto a Roger.
"Cosa ti ho appena detto Matt?!" esclamò il direttore abbassandosi all'altezza del bambino per fissarlo negli occhi con un'espressione di rimprovero "E comunque, perché dovreste portare del riso a Mello? Tra poco è ora di pranzo e può venire lui stesso a prenderselo.".
Decisamente quella mattina era più che insolita e ben presto l'uomo sarebbe arrivato ad avere una crisi: mettersi a tu per tu con dei bambini era davvero faticoso ed esasperante.
"Forse perché non può? Certo che non sei proprio adatto a dirigere questo orfanotrofio se non usi un minimo di logica. Mah..." Roger pensò che a quel bambino frequentare Mello facesse davvero male. Quando era arrivato alla Wammy's House non era così impertinente.
"Vuoi una punizione Matt? Ci sei vicino, è bene che tu lo sappia. Non ci si rivolge così agli adulti, soprattutto se si tratta di me che sono il direttore! Ingrato che non sei altro." ma al piccolo non fece alcun effetto la ramanzina, anzi, per nulla intimorito riprese la parola.
"Senti Roger, non ho tempo da perdere. Questo riso diventerà immangiabile. Quindi posso andare? Se vuoi tieniti pure Near, che io non lo voglio fra i piedi." fece per andarsene ma Roger lo afferrò per un braccio.
"Non finché non mi dici che sta succedendo e... ti sei guadagnato una punizione." un ghigno divertito increspò le labbra dell'uomo, che si godette lo sguardo allarmato dell'altro.
Ogni tanto un po' di disciplina andava messa in atto e a quel ragazzino serviva proprio.
"Ma avevi detto... AVEVI DETTO CHE C'ERO VICINO! CHE HO FATTO ADESSO?" Mail non poteva pensarci, tanto lo sapeva come andava a finire.
Se la punizione era come quella precedente non avrebbe più potuto giocare col suo Game Boy per un po' e la cosa lo metteva già in agitazione.
Non avrebbe resistito senza i suoi giochi, sarebbe impazzito e quel vecchio invece che comprendere le sue esigenze, si divertiva.
"Su Matt, parla!" il bambino a quel punto non poté far altro che arrendersi e confessare, anche se Mello se la sarebbe presa con lui.
"E va bene! Mello non sta bene: ha la febbre! Ok?" spiegò mettendo infine il broncio.
Non capiva per quale motivo Roger non l'avesse chiesto a Near e soprattutto perché a lui non era toccata nessuna punizione.
E poi oltre a quella si sarebbe beccato anche i rimproveri di Mello; peggio di così non poteva andare.
"Potevi dirlo prima, no? Ti saresti evitato la punizione." Mail guardò il vecchio con aria stralunata, avrebbe voluto ucciderlo.
"Posso andare adesso?" supplicò infine.
"Prima però spiegami perché non volevi dirmelo." quel bambino era proprio strano, che c'era di male a dire che Mello non stava bene? A volte i ragazzini erano degli enigmi.
"Perché Mello non voleva." fu Near a rispondere, stanco delle lagne di Matt. A quel punto il direttore capì: Mihael non voleva farsi vedere debole, ecco tutto.
E soprattutto, finalmente aveva scoperto il motivo di tutto quel silenzio all'orfanotrofio.
Aveva dovuto subire le pene dell'inferno ma ce l'aveva fatta.
"D'accordo, potete andare adesso. E... Matt? Ti aspetto alle cinque di questo pomeriggio per decidere della tua punizione." detto questo i bambini corsero via e Roger udì un'imprecazione da parte di Matt, ma fece finta di niente. Sospirò e fece marcia indietro, diretto verso il suo ufficio.
Intanto i due bambini erano arrivati da Mello, che era sdraiato nel letto sotto due piumoni pesanti.
Il suo volto era accaldato e aveva gli occhi lucidi, segno che la febbre era ancora alta. Nonostante il suo stato però, la forza di lamentarsi ce l'aveva.
"Si può sapere perché ci avete messo tanto?" domandò con un rantolo, tenendosi la testa con una mano per il dolore.
"Dillo al mostriciattolo, è colpa sua!" spiegò allora Matt in preda alla rabbia e con una gran voglia di sopprimere il più piccolo.
"A me risulta che sia stato tu a tirarla per le lunghe con Roger. Ti sta bene che ti abbia messo in punizione." replicò Near apatico.
A Mello stava scoppiando la testa, non ce la faceva più a sentirli litigare. L'unico momento di pace che aveva avuto era stato quando loro non c'erano; la tortura era ricominciata.
"Sentite... non vi sopporto. Mi esplode la testa ok? Quindi finitela e fatemi mangiare." disse in poco più che un sussurro.
A quelle parole i due si guardarono in cagnesco per qualche istante e infine, Near porse la mano al rossino che lo guardò perplesso, convinto che avesse in mente qualcosa.
"Tregua?" domandò Nate, dando una spiegazione di quel gesto.
"E va bene, tregua!" acconsentì Matt, stringendo la mano all'altro.
Avrebbero dovuto convivere fino a quando Mello non si sarebbe ripreso, perciò era inutile continuare a becchettarsi.
La soluzione migliore era sopportarsi e far finta di nulla; mascherare l'intolleranza con dei sorrisi e lasciare che il biondino si riprendesse in tutta calma.
Near non pensava che Matt avrebbe rispettato il patto, anche perché sapeva quanto lui non lo sopportasse, quindi credeva che gli fosse difficile.
Invece -al contrario di quanto aveva supposto il piccolo Nate- Mail aveva rispettato la tregua senza nessuna difficoltà.
Insieme avevano aiutato Mello a mangiare: uno teneva il piattino, mentre l'altro lo imboccava. Se il biondino avesse avuto le forse per protestare lo avrebbe fatto, si sentiva in imbarazzo.
Non gli piaceva sentirsi così, non riusciva neppure a mangiare da solo e questo lo infastidiva; non poteva far altro che starsene zitto e assecondare quei due che, stranamente riuscivano a collaborare.
Sia Matt che Near, si resero conto che in fondo non era così male sopportarsi l'un l'altro e che l'antipatia reciproca era nata solamente da una possessività nei confronti di Mello. Non avevano mai provato prima di quel momento a fare un piccolo sforzo per accettarsi a vicenda.
Era più semplice di quel che credevano, era divertente stare tutti e tre insieme, anche se prima di ammetterlo sarebbe passato un sacco tempo.
Per il momento però, andava bene così.

[Fine.]


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Mi sembra strano che Mello si sia fatto vedere debole da Near, però per il resto è molto carina ^^

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